"Il nostro obiettivo è quello di creare autostrade per poi far costruire le macchine a chi le sa costruire". Le parole arrivano da un piccolo paese che dista dall'Etna un volo di falco. Da Belpasso, 553 metri più vicino al cielo rispetto a Catania, si gode di una vista privilegiata sul futuro: qui Videobank prepara da due anni la poderosa rivoluzione dei "senza fili", un colpo di stato virtuale che non ha precedenti. Perché l'unico limite del "wi-fi" (wireless fidelity) risiede nella fantasia applicativa: soltanto chi ne ha da vendere può immaginare le infinite opportunità di un collegamento a Internet che se ne infischia dei cavi; un universo anni luce al di là della prima idea che il cervello ci suggerisce, quella di un semplice scambio di e-mail tra due portatili attaccati al nulla, a un milione di chilometri da una linea telefonica.
E' tutto scritto nei sogni di Lino Chiechio, il general manager di Videobank che a 30 anni ha barattato una licenza di pilota civile con una folgorazione tecnologica, travasando la sua immaginazione in un'azienda fatta in casa nel senso più letterale: due computer accanto alla cucina (uno per la connessione via modem e l'altro per il server) e nuovi utenti da attivare con la pasta sul fuoco.
E' il 1994. Nessuno ha ancora pensato a un punto di accesso a Internet nella zona extraurbana di Catania. "Nessuno ha ancora pensato" è la frase chiave: la primogenitura di Videobank arriva inesorabile per ciascuno dei gradini successivi della scala evolutiva dei provider, a partire dal '98 con l'introduzione della super velocità dell'Isdn.
Un anno dopo l'azienda è una mamma virtuale che "allatta" più di 2000 web- cuccioli. La veggenza di Chiechio lo guida verso una santa alleanza con La Sicilia Multimedia per lanciare un'altra novità assoluta, il "free net": via la zavorra dell'abbonamento, si paga solo il costo della telefonata.
E' una scalata con il moltiplicatore che corre impazzito: grazie alla nascita del marchio Ngweb forgiato in simbiosi con il quotidiano La Sicilia, Videobank passa in una settimana da 50 mila a 1,8 milioni di minuti di traffico ripartito tra 30.000 utenti. Un ingorgo da ora di punta a Los Angeles; ma soprattutto moneta sonante per la scommessa con Telecom, controparte dell'accordo sul free net.
Nel 2000 i fattori si invertono: Belpasso si proclama capitale siciliana della connessione "flat", che azzera il tassametro degli scatti telefonici e li converte nella spesa fissa dell'abbonamento. E' la scintilla per l'allargamento della clientela su scala nazionale, anche se il miracoloso numero verde non vedrà l'alba del 2002, abdicando per intralci giuridici a favore proprio del vecchio free net.
Ora i precursori on line di Videobank stanno captando delle "interferenze" dall'etere. La nuova visione si chiama wi-fi, un ribaltamento copernicano che punta sul collegamento a Internet attraverso un'antenna in miniatura: il computer, configurato con una scheda che si installa una volta sola, diventa un ricevitore-trasmettitore che si ciba di onde radio. Un taglio dei fili radicale e strabiliante, tanto quanto l'accelerazione tecnologica da 64 Kbit al secondo a 11 Mbit.
Anche stavolta il futuro è stato "borseggiato" da una premonizione: la legislazione che frenava l'avvento del wireless, entro la metà del 2003 lo renderà lecito. E Videobank, che negli ultimi anni ha investito a occhi chiusi ottenendo la licenza per la sperimentazione, adesso si ritrova in vantaggio sul pianeta con il suo imbattibile hot spot: 270 punti di accesso già attivi sull'Etna, un "ombrellone" talmente mastodontico da scomodare perfino l'attenzione di Intel Corporation, la regina del silicio che cita nel suo sito un paesino siciliano beffardamente più avanti di tutti.
Non è uno scherzo: l'America guarda Belpasso. Ma Videobank non vuole essere un impero sconfinato, anche perché i colossi ci mettono poco a raggiungerti; piuttosto un piccolo Stato indipendente e felice, ispiratore di un benessere contagioso per l'economia dell'intera Isola. Un benessere senza fili.
Emanuele Grosso (La Sicilia Multimedia)