26 GIUGNO 2003 - PANORAMA
Sotto il vulcano c'è Internet
Catania meglio di New York per navigare online senza fili.
Grazie ai 300 hot spot piazzati in posizioni strategiche.
E a un supertraliccio naturale che amplifica le onde radio. L'Etna.
Volete andarvene a zonzo per chilometri con il vostro computer portatile collegato senza fili e ad alta velocià
con Internet? Avete solo due scelte:
Manhattan o la valle dell'Etna. Ma il cuore di New York, con i suoi grattacieli e il dedalo di strade, è
pieno di buchi
di segnale e ogni tanto la linea cadrà. Meglio l'Etna. A riconoscerlo è stato qualche settimana fa
il presidente di Intel, Paul Otellini, numero uno del maggior produttore al mondo di microprocessori.
"Etna Valley è il più grande hot spot del mondo"
ha proclamato nel corso di un meeting tenuto nel quartier generale della compagnia. Con i suoi 2 mila chilometri
quadrati e circa 200 mila abitanti, Etna Valley è in realtà un esempio perfetto delle potenzialità
della nuova tecnologia wi-fi (che permette di collegarsi alla rete senza fili). Un hot spot è
un "punto caldo", servito da uno speciale trasmettitore radio collegato a sua volta in banda larga con
Internet. Bastano un computer o un palmare dotati di scheda wireless (al costo di 100 euro) e il gioco è
fatto.
Investiti 400 mila euro. Ma se di hot spot
in giro per il mondo ce ne sono già parecchi (soprattutto negli alberghi e in Italia la prima a installarli
è stata la catena degli Starhotel), il caso della Etna Valley ha destato sensazione. "Avevamo ottenuto dal
governo il permesso di effettuare la sperimentazione e abbiamo iniziato in modo tradizionale, piazzando alcuni
ripetitori qua e là" spiega Lino
Chiechio, general manager e azionista di maggioranza di Videobank, la società di Belpasso (Catania)
che ha messo in piedi questo piccolo miracolo tecnologico.
"Ma presto abbiamo capito che la geografia del luogo ci avrebbe aiutati a fare molto di più.
Oggi, grazie a circa 300 hot spot piazzati in posizioni strategiche, tutta la valle ha la copertura wireless".
Già, la geografia. Uno dei segreti di Etna Valley è proprio il vulcano, che funziona da grande
traliccio naturale, aumentando a dismisura la portata delle onde radio. Tanto che si può tranquillamente
prendere una bibita sulla spiaggia sotto i faraglioni di Aci Trezza, mantenendo i collegamenti Internet con
la propria azienda. O, grazie a una piccola antenna montata sul tetto dell'auto (al costo di 200 euro), correre
lungo le strade della valle in stretta connessione con la rete. E se gli esempi potrebbero moltiplicarsi, vale la
pena di sottolineare che
questo superombrello wi-fi è costato in tutto non più di 400 mila euro. Un investimento tutto sommato
limitato, se si pensa ai profitti record che potrà generare: le previsioni parlano di un giro d'affari di
5 milioni di euro per il periodo luglio 2004-luglio 2005.
L'alleanza con Intel e Ciancio. Ma Chiechio di record ne ha collezionati diversi. Da quello di salto in
lungo aziendale (nel 2000 Videobank, un piccolo Internet provider locale, è passata direttamente da ditta
individuale a spa con 255 mila euro di capitale e con un fatturato di
1,5 milioni di euro del 2002) alla capacità di bussare alle porte giuste nel momento giusto. Stabilendo
alleanze preziose. La prima è quella con Mario Ciancio Sanfilippo,
editore del quotidiano di Catania La Sicilia, che ha affidato nel '99 alla Videobank il compito di sviluppare
le tecnologie e le infrastrutture necessarie a Sicilia multimedia, società della figlia di Ciancio, Angela.
La seconda è quella con Intel. Ricorda Luca Carpanelli, allora manager
per le alleanze strategiche di Intel Italia: "Nel 2001, quando Chiechio si presentò nei nostri uffici di
Milanofiori raccontandoci il progetto, quasi non gli credemmo. Ma capimmo presto che ce l'avrebbe fatta".
Da allora Carpanelli, ingegnere elettronico, ha seguito passo passo la nascita di Etna Valley.
"Allora Intel produceva gli access point, cioè i trasmettitori
che servono per creare una rete wireless. Oggi abbiamo smesso, ma abbiamo un accordo strategico con Cisco" racconta.
"Insieme con la fornitura di ben 300 apparecchi, abbiamo provveduto alla tecnologia e alla certificazione del sistema.
Oltre alla squadra di tecnici e ingegneri calata giù in Sicilia, al progetto ha lavorato mezzo mondo.
A cominciare dai nostri laboratori di Monaco, in Germania e di Portland, nell'Oregon, dove è attivo un sistema
che consente di simulare una rete wireless individuandone ed ehminandone i difetti". Carpanelli, che oggi è
responsabile proprio dello sviluppo della wireless mobility, considera l'Etna Valley un fiore all'occhiello.
Tanto più che la sua azienda, che da poco ha lanciato la tecnologia Centrino (nella foto a sinistra:
è il primo semiconduttore che garantisce vera mobilità
ai notebook, grazie al wi-fi incorporato e all'autonomia di quasi sei ore, contro le due dei modelli
tradizionali), al wireless ci crede fino in fondo: solo per quest'anno, ha già messo sul tavolo 150 milioni
di dollari. Nel frattempo, Etna Valley ha superato, anche in senso letterale, la prova del fuoco, dimostrando tutta
la sua affidabilità. E accaduto nel dicembre scorso, quando l'eruzione del vulcano ha messo fuori uso
tutti i sistemi tradizionali di comunicazione. E tecnici, uomini della Protezione
civile e pompieri hanno potuto comunicare in sicurezza grazie alla rete wireless.
Ma la consacrazione finale è arrivata il 28 maggio dal ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri,
che ha firmato il decreto che pone fine alla sperimentazione sulle reti wireless: "Chi verrà a Catania
per l'estate potrà connettersi gratis" dice Chiechio "poi daremo il via ai servizi a pagamento.
Ma un abbonamento costerà 38 euro al mese".
di Salvatore Gajas